L’utilità dell’inutilità

“Perché si spendono soldi per cose inutili come la ricerca, i viaggi spaziali, l’astrofisica, ecc.? Non sarebbe meglio impegnarli per la fame nel mondo?”

Circa 400 anni fa, in una cittadina della Germania viveva un conte. Era uno di quei nobili buoni ed era solito dare gran parte dei propri guadagni ai suoi concittadini poveri, a quel tempo decimati dalle epidemie. Un giorno il conte incontra un uomo sconosciuto. Aveva un banco di lavoro e un piccolo laboratorio a casa sua, dove lavorava dopo il lavoro diurno. Metteva insieme piccole lenti ottenute da pezzi vetro, allineandole in un cilindro e le utilizzava per osservare oggetti piccolissimi. Ciò che si vedeva con quegli strumenti erano cose che il conte non aveva mai visto prima e così decise di finanziare quell’uomo perché perfezionasse i suoi strumenti ottici.

Dopo averlo saputo, la gente si arrabbiò molto quando capì che il conte stava impegnando il suo denaro in quel modo, così senza uno scopo preciso, mentre in città imperversava la peste. Ma il conte rimase fermo sulla sua posizione. “Vi do tutto quello che posso”, disse, “ma darò sostegno anche a quest’uomo perché sento che ne verrà fuori qualcosa di buono”.

Lo sperimentatore diffuse i suoi risultati personali e altre persone li migliorarono portando alla scoperta del microscopio, che come noto, ha contribuito molto più di altre idee a debellare malattie contagiose mortali in tutto il mondo.

Dedicando denaro alla ricerca, il conte contribuì ad alleviare la sofferenza umana ben oltre i limiti della sua piccola città.

Alcune persone come Marie Curie, Pasteur, Galilei, Newton, Einstein, Bohr e moltissimi altri hanno dedicato la loro vita alla scienza. A voi. A noi. Oggi grazie a loro abbiamo il GPS, gli smartphone e i computer, l’energia, la diagnostica medica nucleare, la possibilità di curare tumori non operabili, i vaccini e molto altro.